La dose fa il veleno

La dose fa il veleno .
Anima spirito soma psiche energia sono sempre un unico assemblaggio dell’ entità che noi siamo . Se alla mancanza di tutto ciò che occorre all’evoluzione della nostra anima/ corpo ecc, aggiungiamo una alimentazione inadatta .. o ancora, situazioni di vita pesanti che ci conducono a scegliere determinati cibi piuttosto che altri , si fa la frittata .. ci si ammala.
Gli squilibri , che sono contemporaneamente somatopsichici e psicosomatici , possono concretizzarsi sempre in modo biunivoco ed è solo fino ad un certo punto , che sono reversibili.
Di solito e’ più facile pensare che le malattie si creino semplicemente a partire dal soma , dalla parte più tangibile , materiale dell’ essere e pertanto che sia da lì che debba partire la cura , quindi ,spesso molto semplicemente , dall’alimentazione, che di regola , in effetti, e’ la prima medicina dell’uomo .
Da lì dovrebbe iniziare la cura quando ci si ammala.
Spesso , come fanno gli animali in natura, in fasi acute ma anche croniche , un digiuno ben fatto resetterà tutto l’ organismo ripristinando la salute .
Ed e già un buon punto di partenza riuscire ad intervenire partendo da uno dei più ponderali vari bandi della matassa e di li pian piano procedere a sbrogliarla, con tanto amore e pazienza .
Le cose però non sono mai così semplici ,.
L’uomo e’ un essere complesso e tornare alla semplicità non sempre e’ facile .
E’ un lungo percorso da fare . Il ritorno alla semplicità , in consapevolezza e’ un lavoro da fare su se’ stessi . .
Ma le cose possono tornare semplici .
Lo diventano se lo si vuole, senza perdere mai di vista il tutto ,però .
Si può sciogliere ogni nodo , affrontandone ognuno , passo dopo passo , con tanta pazienza ,determinazione, volontà ,basandosi sul percorso iniziatico alla scoperta di noi stessi, un percorso da fare con attenzione e dedizione ,.
Allora si può guarire davvero,forse, se si è ancora in tempo , ritrovando l’integrità dell’essere totale.

Ma non si può dire con troppa leggerezza se la malattia si sia manifestata a partire dal corpo e quindi dall’alimentazione sbagliata , ad esempio, o viceversa dall’anima o dalla psiche- In realtà, se siamo un unico corpo , e’ il tutto che si ammala ,contemporaneamente, anche se a livello materiale la malattia si manifesterà più tardi. L’alimentazione e’ un attivatore e la maggior parte delle malattie e degli squilibri quindi, sono dovuti ad alimentazione . Partecipiamo alla vita materiale tramite l’assorbimento della materia di cui facciamo parte ed il cibo e’ la nostra partecipazione più diretta.
che può guarirci o ucciderci. e come possiamo dire se , ci siamo ammalati poiché abbiamo assunto certi alimenti o sostanze…o abbiamo assunto certi alimenti o sostanze poiché il nostro spirito si e’ ammalato?
l’origine del tutto e’ talvolta molto lontana dai nostri ricordi e fa parte delle prime costruzioni del nostro essere, anche, addirittura prima del concepimento, quando eravamo solo nei sogni del futuro. ma già da bambini possiamo cominciare ad annotare i cambiamenti dovuti all’alimentazione e ritrovarci poi degli adulti malati. e sembrerebbe non dipendere da noi ma…..sara’ davvero cosi’? quanta parte di responsabilità e’ data dal nostro spirito stesso che cerca la sua strada nella via dell’evoluzione…e quanta parte di responsabilità ha il nostro prossimo e gli alimenti stessi?
Ad esempio un ammalato Adulto può aver iniziato ad ammalarsi da bambino piccolo quando non era in grado di scegliere o lasciarsi attrarre da un determinato cibo, poiché il cibo da piccoli ci viene somministrato da altri , Ed aver sviluppato in seguito le patologie . Ed allora il problema e’ , ma soltanto apparentemente , prevalentemente materiale , ovvero somato-psichico , perché il desiderio di certi cibi non è stato indotto da attrazione e abitudine propria ( come ad esempio quando in una crisi di stress o affettiva può scattare in noi un meccanismo di produzione di ormoni susseguenti in un bio-feedback di desideri fino all’ assunzione di cibi che favoriscono la produzione di serotonina, ad esempio ). Poi se viceversa , c’è uno squilibrio animico/psichico , di base, mantenuto e cronicizzato dagli eventi della vita individuale propria di un determinato adulto , favorito dall’assenza , per di più ,di supporto di lavoro su di se’ e dallo sviluppo della consapevolezza , che si può ottenere tramite pratiche di vario tipo, come meditazione , attività fisica , studi approfondimenti ecc..allora quell’ adulto si ammalerà, perché appunto viene attratto in modo squilibrato da determinati cibi scompensati e inadatti alla sua salute , già biotipologicamente predisposti , ma adatti allo stato di squilibrio da una sorta di compensazione energetica. Cibi che aggravano la nostra situazione energetica, realizzano le latenti tendenze meiopragiche e ci fanno definitivamente ammalare . Ma chi può davvero dire se sia nato prima L’uovo o la gallina? qui si va a finire nel profondo e in motivi che vanno oltre la scienza attuale. bisognerebbe andare a indagare perché quel bambino sia nato proprio in quella situazione/famiglia/ambiente/gruppo genetico. Un discorso molto ampio . Meglio limitarsi ai meccanismi di partenza e di li’ giungere a tutto il resto ..in fondo da qualche punto bisogna pur partire. E con quel che abbiamo . Importante e’ partire dal punto più vicino possibile al giusto e non perdere mai di vista il tutto … lavorando strato dopo strato ricordando che siamo fatti a strati , come le cipolle , ci sviluppiamo a partire dal germe , dal cuore centrale e mentre lavoriamo dall ‘ esterno , dobbiamo curare anche la matrice … per arrivare, al centro , ad incontrare noi stessi . ❤️

MLetizia Tortorelli
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La Piccionara.

La Piccionara.

Gallese ed i miracoli di San Famiano.

“Ripulire il mondo”…

..dalla plastica, da tutto ciò che non è VERO, da tutto ciò che e’ artificiale,irreversibile, inquinante,  creato dall’essere umano disumano,

che non fa parte della natura VERA…

Raccogliendo robaccia, qua e là,  tra le frasche.

Lo faccio ancora e l’ho fatto per anni ed anni…molti dei quali passati a raccogliere, laggiù, chinata a terra, ..in quel paradiso terrestre chiamato la Piccionara, che e’ ancora mia dentro alla mia anima e lo sarà sempre perchè io gli appartengo…anche se non era e non sarà mai di nessuno, perchè la terra non può  appartenere a nessuno, se non a Dio ed alla natura stessa…, che e’ Dio stesso.
Dio e’ Natura.
La natura ha un’anima unica per tutto nel tutto..ed e’ l’anima di DIO…ma quel posto era anche un po’ mio, ed io ero dio, ed Io ero con Dio.Laggiù, alla Piccionara, me li sono puliti tutti da sola quei 50 ettari d’azienda agricola.
La Piccionara, quando sono entrata io a curarla, ri-tornata da fuori in pianta stabile, mentre prima andavo e tornavo, era piena di rifiuti di ogni genere. Plastica , pezzi di alluminio, ferro vetro buttato qua’ e la’, pezzi di cemento , cordini di balle del fieno ( terribili, non si distruggono mai) , tanti detriti anche pericolosi per gli animali al pascolo, e per i miei amati cavalli , che a volte si impigliavano la criniera o si ferivano con i lunghi pezzi di filo spinato, troncati dai cacciatori….cacciatori che si vantano di protegger e la natura…ma io li conosco i cacciatori. non sono tutti uguali, ed anche quelli più coscienziosi spesso utilizzano la caccia come scusa per penetrare nei fondi e far danni senza alcun riguardo, in nome del loro atavico sport, che oggi non ha più senso…e seminano bossoli di plastica e ottone…e passano nei campi calpestandoli, e lasciano aperti i recinti mettendo a repentaglio gli animali da pascolo….
e i miei cari cavalli…quante volte si sono perduti e feriti, saltando le recinzioni , terrorizzati dai colpi di fucile esplosi a pochi metri..

I miei cavalli vagano ancora laggiù, persi senza me,ed io senza di loro… rispondono al mio fischio…ancora , come all’eco di un lontano fantasma.
Ho raccolto montagne di rifiuti, pericolosi ed antiestetici in quegli anni.

Molti erano stati in parte gettati dai coloni, che per fortuna negli anni 70′ ,circa, mio padre salutò con una bella corposa stretta di mano…
…Ma molta robaccia era arrivata li’ portata dal torrente, che nelle piene trascinava fino a noi un mare di robaccia.

Un tempo, tra i “burini” di allora, c’era l’abitudine di buttare la robaccia gù ppe’ ddirupo..o giù ppe’ ffosso..Ma che brutte abitudini!! La Monnezza  restava là per anni ed anni, muovendosi…come un’onda di un mare sporco..e come l’orco del bosco..incastrata tra i rami nel dirupo, violava la santità di quel sacro luogo tra le tombe degli etruschi ivi sepolti.

Monnezza che poi, straripando nei giorni di pioggia forte, veniva sparpagliata ovunque.

Fin da prima dell’avvento della plastica,c’era questa usanza di “Buttare Giu'” …e poco male , allora, perchè a quel tempo tutto con il tempo tornava alla natura….ma poi…dopo , inventarono la plastica e la rivoluzione industriale inventò il cemento, il cemento armato,il calcestruzzo, il filo spinato zincato, e tante altre schifezze !
E allora…di fronte a tanto scempio di un tal incantevole paradiso…tornando a vagare per i boschi..che fare se non raccogliere? Non si poteva lasciare là quella roba.
Ho solo seguito il mio sguardo…e lavorato sodo,senza sentire fatica.
E piano piano.. ho fatto tornare tutto un paradiso…
E poi…infine…finché  qualcuno se l’è preso.

Ciò che e’ bello…piace, e’ facile che qualcuno se lo voglia rubare, in un mondo di ladri..
Ho reso quel posto un giardino…appetibile per qualcuno…senza tenere nulla per me.
Neanche un centesimo ho avuto indietro dal mio amore per quella terra, da me riportata alla natura vera, eliminando pesticidi e veleni di ogni genere..e certificata su mia richiesta nel 1983 prima biologica nel viterbese. Senza lode e senza infamia…e va bene cosiì, e lo rifarei. Lo apprezzerà chi ha “comperato”, chi ne sfrutta la fertilità, producendo pomi e succhiandone la bellezza per l’anima con gli occhi, oggi?

Qualche ringraziamento?

No davvero…né lo chiedo, e lo rifarei e lo rifarei lo rifarei…senza chiedere. .

Mi conoscono ? No…o forse si..come fantasma….

Mi frequentano? No, Anzi..mi evitano.

Stanno ben alla larga dalla sottoscritta.

Hanno preso “possesso” con ruspe e picconi, hanno divelto cancelli e recinti….e piante…si sono immessi nella proprietà con violenza, ferendola, facendola sudare sangue, una notte in cui Giulia, la cavalla incinta, chiedeva la mia mano mentre dava alla luce la sua puledra. e io non c’ero.

C’erano loro.con tutti i miei amati animali all’interno.

Ponfi e gonfi di sè, nel diritto acquisito da una falsa vendita, una  s-vendita truffaldina effettuata da un “procuratore” off limits…

che non ha compreso la sacralità del rispetto di un patto in onore.

Un procuratore a cui era stata data la massima fiducia,rinunciando a beni materiali in nome della salvezza del creato.

Assunto per coprire con moneta suonante l’ultima trance di una usura bancaria enorme,nel miglior modo , anche avversando le banche, in virtù della nuova legge sull’usura da poco aggiornata. …

Una usura subita e durata anni ed anni , costata più di 10 volte di più del prestito , un prestito bancario che fu un fido, non un mutuo, preso su costrizione, anzichè un mutuo come doveva essere..ormai necessario per accordi andati in fumo…su di una proprietà indivisa tra eredi non coesi..per errore che costò lagrime…a fratelli e genitori, poi riconciliatisi .

Ci volle la morte pero’…per comprendere che la vita e’ eterna..e la legge dell’amore vinse. ma quante di quelle lagrime furono versate, prima di allora…? Non si contano.

quante morti….quante morti…quante morti…e quante assenze …quante voci ora più non s’odono.

Solo il suono del vento tra le canne ed i rami delle querce del torrente, tra le cavità tufacee, nelle tombe violate e nei cunicoli senza fine che s’intersecano risuonando più forte in altri echi… lontani, nelle cavità fresche tra i rami ombrosi…misti al gorgoglio dell’acqua  resta.

A volte si sente ululare…Come voci d’oltretomba che reclamano il ritorno del primo amore violato, al quale  furono rapite.

Il debito fu la colpa.

L’errore era stato fatto, e
Non si poteva più tornare indietro, allora.

L’errore era stato fatto ed ora bisognava ripagare il debito…

E quale invito migliore per una banca , di  offrire il proprio “aiuto”, nel  venire a conoscenza delle difficoltà (indotte) dell’imprenditore (ingannato)?

Infine…il sacrificio fu fatto e la  terra santa divenne l’oggetto del sacrifizio,

l’agnello sacrificale,

e fu come uno di quegli antichi sacrifici di sangue di un tempo, un tempo che e’ sempre presente , come il bene ed il male..

e un agnello….un tenero virgulto…fu buttato dal dirupo. .per placare le ira dei demoni.

Sempre la stessa storia da eoni ed eoni ed eoni.

Demoni e santi su questo palcoscenico.

La terra, intanto,  ora ripulita dalla plastica e monnezze, semplice e pura vergine e pronta a procreare nuovi frutti,

nel sacrifizio  la comperò un tizio, a cui la vendette il procuratore disonesto, anziché un altro ben più onesto nella trasparenza dell’offerta , ed ora se la gode la sua tizia, che a sua volta ha rubato il tizio ad una altra tizia….che ha rubato la terra , gli animali e tutto il contenuto.
I tizi cambiato nome all’azienda, gli  hanno fatto una bella pagina facebook… una pagina dove si vedono pomi, frutti, pollame e cavalli… e fogliame…ma non si scorge mai nel sito la torre del tipico, inconfondibile, famoso casale turrito…. in tutta la provincia,

di Gallese in Teverina..

sul poggio del sito etrusco,  altrettanto famoso e catalogato.
No…non si può…mostrarne le foto, casomai fosse riconoscibile….e qualcuno a sua volte se ne innamorasse, e lo rubasse a sua volta..
C’è un proverbio che recita:

Al gatto mal usato quel che fa gli viene pensato..
Perché chi oggi ne gode il panorama.. ha forse la coscienza sporca….e si vergogna , anche dei cavalli. Che non sono, tutti o nessuno , di sua proprietà , come d’altro canto il resto..che  sa che non sarà suo in eterno.
Perchè la natura… e’ di Dio..

Non ha padrone e non sara’ mai di nessuno.

La natura si può  solo amarla e servirla.
Come i cavalli..come le persone.
Che poi tra loro esistano
Ladri di cavalli, ladri di terra, di nomi…ladri di spiriti.. ladri di tutto, anche del nome del santo a cui hanno anche intitolato, oggi, l’azienda alla natura poco importa. Esse sono solo persone Non originali.

Ma alla fine, la natura,  si riprenderà ogni cosa, tutto ciò che e’ suo.
Non servirà aver rubato il nome al santo che trovò l’acqua nella chiesetta,

lì vicino , al lungo,

per intitolarvi l’azienda rubata…

la natura sa, e provvederà.

La provvidenza e’ salvifica .
Ma intanto …va bene cosi’, che il santo li protegga, i nuovi custodi, perchè ne hanno bisogno, affinché essi proteggano il santo luogo ove egli pose un bastone e trovò l’acqua.
E che renda di nuovo libero ed in giustizia quel paradiso, come e’ giusto che sia…

in suo nome…

il Santo Famiano…

MLT

 

Hotel Letizia & Locanda BuonaVentura Restaurant § Revival History Pages

Che emozione trovare questa vecchia foto….scattata da un fotografo inglese, che credo sia lo stesso fotografo delle altre belle vecchie foto di famiglia, in parte qui mostrate.

In questo periodo mio padre aveva già acquistato da tempo la proprietà…DATE: [between 1954 and 1968]
Nella mia memoria vivissimo il ricordo di quegli immensi pagliai…e quanti giochi e salti di lassù…e quella veranda a sud…stampata nei miei ricordi.
Da qui si vede poco ma nel link originale la foto si può ingrandire nei particolari, ed e’ fantastico..sembra di essere ancora lì, a quel tempo.
Nessuno potrà mai rubarmi i ricordi…stampati nel mio DNA.

MLT
http://www.bsrdigitalcollections.it/details.aspx?ID=0008805
foto: TITLE
Gallese, country to the south, Casale la Piccionara, from S.W.
NAME
Ward-Perkins, J. B. (John Bryan), 1912-1981, Photographer
RELATED NAMES
British School at Rome. 1954-1968, South Etruria Survey.
DATE
[between 1954 and 1968]
ITEM
1 photographic print glued on card : gelatin silver, b&w ; 10 x 15 cm.
1 negative : safety film ; 35 mm.
NOTE
Title from card.
SUBJECT
Farmhouses — Italy — Gallese — 1950-1970
Rural areas — Italy — Gallese — 1950-1970
GEOGRAPHICAL SUBJECT
Gallese (Italy) — Buildings, structures, etc
Casale la Piccionara
TGN
Italy — Lazio — Gallese
GENRE/FORM
Gelatin silver prints — 1950-1970
Safety film negatives — 1950-1970
SPONSOR del fotografo..
Sponsored by The Getty Foundation 2007-2009-

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http://www.bsrdigitalcollections.it/details.aspx?ID=0008805

La collezione dell’importante lavoro di catalogazione delle antichità dell’etruria del nord e del sud, di cui fanno parte le foto della Az. Agricola “La Piccionara” scattate dal fotografo Ward Perkins (2012.1980) conosciuto da Enzio Vincenzo Tortorelli, mio padre, per motivi professionali.
Erano i tempi della rinascita, poco dopo la fine della seconda guerra mondiale…tra il 50 ed il 1955.

MLT

Sud Etruria Survey John Bryan Ward-Perkins

 

L'immagine può contenere: albero, cielo, pianta, erba, spazio all'aperto e natura
NAME La Piccionara
Ward-Perkins, J. B. (John Bryan), 1912-1981,
Photographer
RELATED NAMES
British School at Rome. 1954-1968, South Etruria Survey.
SPONSOR del fotografo..
Sponsored by The Getty Foundation 2007-2009-

A Casa.

Il mio Fuoco scorre come l’acqua.
La mia acqua si e’ trasformata in fuoco,
ed insieme cuociono la buona zuppa dei vecchi grani che si sposano borbottando tra i gorgoglii delle fiamme e dell’acqua,
mischiandosi a pochi frutti nuovi.
Gli ultimi bocconi rimasti di quei giorni assolati in cui le cicale frinivano, come aquile impazzite,
Frutti di una primavera… e di una lunga estate , che non sà piu di non esserlo,sotto questo grigio cielo invernale d’Aprile.
Giorni perduti, così lontani che sembra sian sogni, e non possano tornare mai più,
Venga la primavera, allora, presto, tra le fronde seccate del glicine che lancia assetate lingue di viola,
mutando in carbone il gelo della stagione perduta.
Preghino forte, allora, coloro che ne hanno seccato l’essenza,
poichè presto giungerà di nuovo l’estate ,
che loro lo vogliano o no,
e poi l’autunno, e poi di nuovo l’inverno…
e poi…di nuovo la primavera, che tornerà per tutti,
che loro lo vogliano o no…
Mentre la delusione di chi, nella natura che vince, non ha creduto,
verrà ricacciata nel buio del fosso.
Laggiù, al rio Miccio, sotto alle alte pale che girano,
dove la terra si spacca e non se ne vede più il fondo…..
tra i cunicoli arcuati e snelli, bui e senza fine,
ove da sempre scorre quell’acqua, che sale dalle viscere infuocate,
luoghi del mistero,
cristallina ed amara.
Echeggiando il trillo dell’usignolo innamorato ferma il tempo, laggiù,
ignaro delle stagioni cambiate,
e non trema.
Forse egli morirà, o forse vivrà.
Tra quei canali tagliati nel tufo tra le grotte,
nei secoli dei secoli dei secoli,
dove gocce rimbombando scavano ancora,
grondando tra i rami che abbracciano il ruscello avvolti dalle rocce di tufo alto e scuro,
si sente ancora il pianto,
del sacro silenzio d’anime, vive del trasparente,
Ma dentro …nella pentola sul fuoco, sobbolle da tanto qualche crosta di pane indurito e avanzi di pecorino tra i grani seccati,
resti della vecchia stagione rinvenuti nel brodo,
insieme ai baccelli di fave nuove della primavera rampante,
che non s’è ancora vista essa stessa mai fuor d’essa,
e non si rassegna d’ essere perduta.
E mai lo sarà se nessuno glielo dirà.
I porri profumati, qualche tocco di cotica,
un par d’ossa, nella brodaglia,
frustano, nel vortice del bollore, le coste di bieta,
confuse tra i ciuffi di cicoria ruvida e tra qualche margheritina,
finita lì per caso mentre tentava di ripararsi dal freddo incombente di una primavera impietosa, sotto alle foglie spinose.
Lì, sul fuoco, Il paiuolo ondeggia paziente…pieno di buono e di profumo.
Si fa sera.

E’ tardi.

Ed e’ bello tornare.
A casa.
MLTsi

Panni sporchi lavati in pieno cielo, giù al ruscello,mafia fiscale, utenza idrica e schiavismo

Signori.

Questo e un argomento che mi sente molto partecipe (argomento tra i tanti importanti, purtroppo non unico ) e che mi costringe a scrivere quanto sotto in qualità di testimone di malagiustizia , denunciando per l’ennesima volta quanto sta accadendo anche a me in particolare, alla mia attività e famiglia. Caso personale ma generalizzato a molti forse, magari non identicamente al mio caso, ma che riguarda tutti e soprattutto chi come me oggi ha una medio/piccola attività a rischio, come tantissime aziende italiane, molte delle quali oggi hanno chiuso rendendo molte strade e vie italiane, ed il territorio ambientale, anche nelle province più importanti e ricche un tempo, e nelle più grandi città, una specie di lazzareto,alzando la percentuale di povertà tra le famiglie a livelli mai raggiunti neppure prima delle ultime importanti guerre che ha vissuto il nostro paese. Di fatto siamo in guerra, una guerra subdola, silente, velenosa, che attenta ogni giorno alle nostre sacre vite, sotto la parvenza di una civiltà moderna fatta di consumismo di falsi bisogni di finte maschere , di finte culture, di finte verità e di mancanza di denari finti per acquistare questi falsi bisogni che servono a mantenerci in una falsa vita, come malati verticali che continueranno a produrre fino a morire in piedi , forse, lavorando in inutili mestieri ,finti anch’essi o vegetando, sostenuti da falsi sostentamenti.e da cibo, aria acqua e medicine artificiali e avvelenate. Questo e’ argomento che riguarda tutti, anche chi fa finta di non vedere e non sentire, di non sapere o che non vuol sapere. Alcuni ne godono del male altrui, sentendosi diversi, forse migliori , più meritevoli e sentendosene fortunati.. Oppure si credono intelligente a non mischiarsi nei drammi altrui, consumando le proprie e energie, godendo quasi, a saperlo, facendo orecchie da mercante, mercenario quale e’.non hanno capito che, nel momento in cui sono in contatto con un caso, essi sono GIA’ mischiati. perchè facciamo tutti parte dello stesso brodo. non usando compassione, empatia, sia pur vero che non possano interagire in alcun modo per cambiar LA SITUAZIONE dello sfortunato, essi si stanno dando la zappa sui piedi ed arriverà un giorno in cui comprenderanno la medesima esperienza altrui….tramite il passarla essi stessi. E quasi sempre, con dolore .
Evidentemente, per legge karmica. Siamo qui per imparare, nella palestra della vita e la realtà è anche e molto oltre il visibile.
Il marcio sociale è tutto qui. nel non sviluppo. nello stagnare delle idee.
E mentre molti, si dedicano al volontariato, ciechi alla esistenza del male altrui o proprio , e di chi gli prosciuga la vita, ad essi stessi ed ai poveri indigenti di tutti i tipi che errano intorno o che vanno ad aiutare ( ma per carità, meno male che esiste il volontariato, meglio quello che nessuno conosce…) , altri, di tutto ciò, ben sanno e vanno a far del finto bene spesso solo per ripulirsi la coscienza… e poi…per mostrarlo al mondo impegnandosi in disquisizioni di politica, riempiendosi la bocca e le orecchie, il cuore vuoto di… aria fritta e paroloni inutili come lo Spread..il pil..Parole inutili, inventate per giustificare la complessità moderna di un antichissimo crimine che si chiama molto semplicemente : USURA.
Moderne astrusità utilizzate da chi usa il muscolo lingua nel babilonico idioma, che altro non e’ che RETORICA LEGALESE , atta ad imbrogliare meglio gli allocchì che vanno a votare riconfermando la loro adesione al sistema , al gioco dei MONOPOLI GLOBALI.
Dissertiamo di pretese europeeggianti , utopia di una unione che cessa di esistere proprio nel momento in cui la si ricerca, in quanto non si avrebbe avuto il bisogno di cercarla poiche’ già esisteva nell’armonia naturale dei popoli moderni ormai arricchitisi grazie alle moderne tecnologie, ricercata già nei popoli antichi armonizzati tra loro da usanze, folklore, tradizioni e culture che erano state caratterizzate dalle integrazioni territoriali dei popoli migranti
fin dall’antichita’, in modo lento e naturale e che in meno di 50 anni….di corsa folle all’innovazione ed al cambiamento repentino , sono state ormai spazzate via, falcate, perdute, ibridate, dimenticate….quasi del tutto in una civiltà…agonizzante.Parliamo mo di Europa…
Quando non si sa neppure se il proprio vicino di casa E’ vivo o morto. Ma torniamo al punto per il quale ho iniziato questa scrittura: Si parla di aumenti del costo delle utenze idriche dei cosiddetti “cittadini” E del fatto che già ora non costi affatto poco.
Esempi: Il contratto dell Hotel Letizia alberghetto di orte di 40 stanze circa, di cui sono occupate ora ,di media annuale , solo circa 8/10 al giorno, per tante cause sopravvenute in molti anni, aperto nel 1988 era di euro 18.000 LIRE AL MESE. a quell’epoca e per molti anni, la media di occupazione era di circa 30 al giorno.
(Peccato che quei soldi e molti altri siano finiti nelle casse delle banche usuraie per un fido assassino giunto ad oltre il 39 per cento di interessi, oltre che al pagamento di tasse e penali enormi delle esattorie per ritardi , multe, e ricorsi, e naturalmente avvocati, spese di tribunali eccecceccecc…).

Oggi, per una media annuale di, ripeto, 4/6,massimo 8 clienti al giorno, di media annua , le bollette per l’utenze idriche, senza contenuto di iva scaricabile ( perchè non e’ mai stata ricevuta da noi una fattura vera, e da anni ed anni ) sono di circa euro mille al mese –
Nessun costo di gestione idrica , o costruzione di pozzi e depuratori può giustificare una tale spesa da parte di un onesto eventuale lavoratore per…8 docce al giorno.
. E come potrei pagarla con solo 8 clienti di media annuale,penuria di tasso occupazionale dovuto anche al fatto che che al momento non ho neppure un solo cartello indicativo installato dalle concessionarie delle strade che lo vietano, ( mentre in altri comuni italiani, per lo meno, sono le amministrazioni comunali stesse che accogliendo i visitatori li favoriscono mettendo le indicazioni basilari all’accoglienza!) che indichi ad esempio dall’autostrada , che alla stazione di orte c’è l’unico hotel a 150 metri dalla stazione, comodo per chi deve partire con il treno, ad esempio, né incentivi al turismo o iniziative comuni per far sopravvivere questo unico hotel di orte stazione. solo io qui da sola qui a lottare per la sopravvivenza mia, della mia disastrata famiglia e della struttura alberghiera in oggetto.
Inoltre, immagino che ognuno abbia i suoi problemi, oppure si impegni semplicemente, come i conti della serva, a tirare l’acqua al suo mulino, dimenticandosi degli altri, del prossimo di cui sopra.
E cosi’ immagino anche che i titolari dei molti hotel del casello, potrebbero avere più interesse e partecipazione nel creare una classe di operatori di categoria Ortana “forte”, nessun escludendo, cosa che potrebbero intraprendere con vantaggio comune se solo capissero che il prossimo “e’ sé ” sè stesso, nonostante le belle parole di pubblicità per ognuno e le belle recensioni su ognuno, come fosse una gara al massacro del solito sistema di concorrenza .Poi con queste OTA…uhhhh…e ti pareva che i padroni dei POS, si facessero sfuggire questo bel bocconcino? E’ diventata la saga del dividi et impera anche il turismo, risorsa miliardaria possibile della nostra cara vecchia italia..che sta sprofondando con le sue coste lentamente in un oceano di …lacrime..con i suoi “argini e confini” ormai in decomposizione, ove più, ove meno. .
A non far arrivare la gente ad Orte Scalo- ci si impegnano in molti a quanto pare. Ai ferrovieri della scuola ho dovuto rinunciare io stessa, perché le norme burocratiche penalizzanti che avrebbero potuto bloccare i pagamenti, già lentissimi ad arrivare , delle ferrovie, causa famigerato DURC !! -altra legge assassina inventata dal vecchio presidente IMPS INSIEME AL SUO AMICHETTO …IL Signor BERLUSCA.- chi ha aziende che lavorano con lo stato sa bene di cosa parlo.
unico cartello sulla strada che dal casello viene alla stazione, Il mio cartello Avip, a pagamento, che ho smesso di pagare , ho dovuto disdire perchè non riesco a pagarlo, mentre l’avip ha già minacciato il tribunale, non molla l’osso, in quanto si è autorinnovato il contratto a dieci anni (illecitamente).
Ma torniamo all’acqua:
Oggi , dopo una delibera di alcuni anni fa, se hai una attività come la mia ti danno una quantità minima ( perchè minuscola per noi ) , ma anzi, diciamolo come si deve dire, MASSIMA di 4.000 mq di acqua ad Euro 0,40 al mq , che per noi e’ poca ( non siamo una merceria di 30 MQ) e pertanto , vai subito in extra soglia aL COSTO DI EURO 2.80, perche anche se ci sono pochi clienti un hotel queste soglie identiche x ogni attivita ( cosa assurda e criminale ) le supera subito ,
( delibera commerciale folle e assassina – contro il diritto naturale e tutti i diritti umani ) -e allora se non ce la fai -che fai?
Per sostenere e chiudere falle , sopravvivere e mantenere il sogno di quella povera ingenua romantica di mia madre che credeva fosse giusto fare un hotel “come si deve” per Orte , fiore all’occhiello di una cittadina di “importante” stazione ferroviaria( Forse era!?!) -Unico albergo ad Orte scalo, ripeto…che fai? niente. non fai niente, perchè non puoi fare niente da sola. se non resistere e ricevere tanti miracoli quotidiani…perchè  invece di contribuire ,favorire e sostenere una attività UTILE e decoro importante per una cittadina ridotta a periferia di Roma, dormitorio di pendolari importati e immigrati, clandestini e non, che i clienti dell’hotel attratti dalle buone recensioni che ricevo ( talvolta, non sempre, e con grande mia fatica) , cittadina ripeto, che i clienti hanno definito…vergognosa..sporca, indecente ( vedi video tra mie video) . Che posso fare io da sola? Io che lotto, sola e prima con mia madre e e mio marito, da 30 anni, ormai, per salvare la mia disastrata famiglia, e L’Hotel Letizia di Orte. Io che ne passo di tutti i colori , per resistere contro il sistema che ci ha massacrati , con il godimento di qualcuno, sistema di M , senza eufemismi , che voi tutti che disquisite di politica ancora riconoscete legale!!
Remi contro a tutto spiano mentre cerchi di boccheggiare fuor dal pelo dell’acqua, o al limite disinteresse a gogò.
Eh …già. .
Se foste in una situazione come la mia ,dove i nostri governanti pretendono che gli paghiate l’acqua a 2.80 al metro cubo , oltre tasse, iva interessi e penali x il ritardo e interessi su interessi…e ciò  solo perchè vogliono il tuo sangue al posto dell’acqua ( e tu produci sangue naturale che e’ meno di quello che occorre ad un vampiro per nutrirsi quotidianamente ) quale soluzione scegliereste?
1) Piegarsi a 90 gradi e dargli altro ,
2) il tuo sangue e schiattare
3) andare a rubare , per pagarla non meno di 4.50/5.00 a MQ ( quasi come il vino) con le penali e interessi .
4) chiudere, dopo che ti hanno sospeso la licenza ( e lo hanno fatto davvero ! Con il contributo dei Delinquenti e complici mercenari che hanno collaborato alla decisione ! )
Io son tranquilla perchè so che dio in quanto legge universale karmica perfetta esiste, e chi viola tali leggi lo scoprirà da solo, quanto esiste!
Bravi gli Impiegati e gli assessori , collusi in nome dell’ordinanza! Loro obbediscono per la pagnotta data da uno stato fallito precluso e pignorato. Non lo sanno? Si informino e se vogliono sono qui, per spiegargli meglio. Via Carducci 3 Orte scalo. Hotel letizia. Stato? Democrazia? Repubblica? Non c’è, è un inganno, una farsa, dal 1933 siamo società spa. società di capitali, privatizzata nel 1933,svenduta da Mussolini e Savoia ai banchieri ebrei americani per i debiti di guerra coloniale ( !!!!!!!) e la società  proprietaria chi e’?? Indovina un po’? niente di meno che società: FEDERAL RESERVE BANK.ma questa e’ una storia ormai obsoleta, del 2012…alla quale ancora molti non credono. ( che tristezza…non c’e peggior sordo di chi ha interesse -illusorio- a non sentire)
L’ITALIA E’ DELLA FEDERAL RESERVE. PUNTO. ALTRO CHE DI SALVINI, DI MAIO, MATTARELLA E DEI CITTADINI. – Sentenza a chiarimento del 2012, doc UCC – 2012113593 E UCC 1.308 e molti altri.
POLITICA? Che politica state perseguendo? La politica dell illusione, della fiction, e non solo! Questa e” la politica dell’ odio per il fratello, dell’ invidia per il simile e del menefreghismo, o DEGLI AUGURI affinché schiatti il prossimo.
Io vivo una situazione drammatica da 30 anni, COME UN LUPO BRACCATO , io soprattutto, a protezione della mia famiglia , ma con molto coraggio, fermezza ed equilibrio. e ho ricevuto miracoli e segnali karmici forti. moto forti.
sono lezioni di vita, difficili. compiti pesanti, aggravati ultimamente , dal 2015, dall’entrata in gioco del nostro caro “sindaco”, coinvolto già da prima -anno 2007 -personalmente in una transazione per divisione dell eredita Tortorelli ( ormai depauperata ) nella quale EGLI VENDETTE con procura a vendere -opinabile , protetta da scrittura privata TRADITA – carpita “A strozzo” A CAUSA DELLE PENDENZE CON LE banche usuraie ANCORA APERTE ALL’EPOCA DELLA TRANSAZIONE ( 29.12.2007) la nostra az. agricola a UN MILIONE E 200.000 EURO Mentre io la stavo vendendo a 1.700 -( pensateci : perchè?????? perchè l’ha venduta a 300.000 euro di meno? perchè secondo voi? )… VENDUTA x darla in pasto alle banche squale – e, andando anche contro alle regole del codice deontologico, ha in quella stessa data anche acquistato in corso di transazione la parte di un fratello uscente ( con soldi dell azienda venduta,presi dal mutuo di 1.milione preso alle stesse banche usuraie per ripagare se stesse, a chiusura del debito ) .
Ma di questi fatti, a nessuno del mio prossimo può fregargliene di meno , giusto? Anzi , oltre che non leggere , sono più che certa che a molti di chi ne sia al corrente faccia persino piacere. Che giustizia e serenità si pretende nel sociale quando sono gli esseri stessi esseri che dicono di desiderarla, ad odiarsi gli un gli altri ? E quando si accanna qualcuno x che se ne sente antipatia soltanto magari solo x che non lo si conosce ?
Amarsi gli uni x gli altri. Ahhh !! E’ dai tempi della croce che si sente parlare di ciò…ma nulla e’ cambiato.
La storia non insegna .
Solo il dolore può forse Insegnare..dolore che se non si conosce, non si può desiderare per sé e per gli altri una vita migliore.
Il dolore cosa e’? Può essere un chiodo piantato nel costato…o la sensazione di averlo..perchè qualcuno vuole infliggertelo e tu ci credi. pur non avendolo davvero.
Sei caduto nel suo brutto incubo di terrore , indotto dalla paura inculcatati, paura della felicità e dell’abbondanza, come se non esistessero..e tu ci credi. Il dolore..e’ il medesimo. l’immaginazione fa brutti scherzi.
Bisogna guardare oltre lo specchio..per capire cosa sia l’immagino specchiata e la realtà che sta dietro …dove..dietro lo specchio..c’e un altro noi: il nostro prossimo che ci fa le boccacce e siamo noi stessi. il d’io sono che pensava ci fosse un altro dio ….oltre noi. .ed i nostri pensieri. e mentre..”riflettiamo”…impariamo. Impariamo.
Tante cose. E impariamo chi sono i risvegliati …quelli che hanno guardato oltre lo specchio e chi ancora invece crede a ciò che vede di fronte a sé come altro da sé …nello specchio.
Il re e’ ormai Nudo. spogliamoci di orpelli, smascheriamo il mago.

Gongoli pure intanto chi fa falso “volontariato” per mostrarsi utile al sociale, chi dimostra falso interesse per il sociale per la politica, per la comunità, ed invece non conosce altro che la vita in superficie, e nell’ignoranza, di chi fa politica convinto , con fede in uno stato che e’ stato e non e’più…che non e’ mai stato…e magari vi entra perchè non crede nell’invisibile ..ma solo nel materiale, perchè… attratto dall’idea che chi AMMINESTRA si fa il Piatto più grosso.
Vagli a toccare gli interessi nel profondo, al tuo amico fraterno che si dichiara politico per amore e ideale in una società migliore.
Ma sono sicura che chi vorrà comprendere comprenderà. Grazie della lettura,

a chi e’ arrivato fin quaggiù. .grazie. ❤

 

I luoghi nella stanza del vento.

i luoghi…non sono fatti di terra, di mattoni,

di alberi e pietre .
Di sedie scassate e vecchi televisori in disuso..
Ma degli spiriti passati attraverso.
Delle anime che vi hanno vissuto.
Della vita che li ha permeati.


I luoghi..vivono, per sempre , dentro noi.

I luoghi vivono di noi.

I luoghi sono noi.


Questa fame insaziabile che rende lo stomaco aperto come piazza battuta dai venti, come caverna libera, aperta ,sciolta ,

sbriciolata come castello di sabbia sotto l’ultimo cavallone schiumoso…nel pattume della fanghiglia piena di larve..


stanza senza porte da chiudere….
dove l’aria pulita si mescola alla polvere grassa spazzando via secoli mentre incolla ricordi……..


Il Luogo……….altro non e’ …….
che percezione della realtà, oltre l’apparenza, ove noi SIAMO.

La non esistenza del corpo…percepita..

L’ultimo tentativo illusorio, dello spirito ribelle, di rassegnarsi  a rendere reale cio’ che non può…essere           reso           reale.
Ciò che l’anima , colei che sa,
il vero sé selvaggio , riconosce  con i sensi…è INESISTENTE.

E LEI LO SA.

Non c’e corpo.
Nulla da riempire.
Non esiste materia.
Lo stomaco…. un grumo di desiderio.
Ma e’ un segreto.

Nessuno può  saperlo che siamo in realtà …nulla.

Nulla di tutto cio’ che sembra ma………. soffio d’amore, alito di vento che sospira.

Alito di vento.

Eppure, spira.

Il luogo ove il vento respira.

NOI SIAMO.

 

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M.L.T

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Amore ghiacciato.

Amore.

Mi aspetterai invano . Io non verrò, non ti cercherò .

Mai più.

Perché sarai tu, adesso a dover trovare me.

A trovare il coraggio di venire da me.

Scegli le scarpe che vuoi .

Ma muoviti.

Le mie sono diventate troppo strette.

Le lacrime hanno trasformato i miei occhi in sabbia arsa e la mia vista ora ha cambiato il mio modo di percepire la strada.

Non ho più bisogno di fuochi per illuminarne il cammino.

percorro il  buio delle mie stanze infinite senza porte,

attraverso le mura trasparenti del mio corpo di luce

e tra infinite stelle vedo l’invisibile.

Ho compreso che ciò che prima vedevo , erano solo fuochi fatui e che la luce, come la via, è “dentro”.

Ho compreso che l’ amore è “da dentro”. 

Non ho più bisogno di scarpe ne’ di lampioni gelati per ritrovare il centro del calore,

nel mio cuore. 

Non andrò più in cerca di chimere,

di vane illusioni .

Sono cresciuta.. 

Dovrai essere tu, ora, minatore senza cuore, a ritrovare il tuo diamante di fuoco perduto, prima che la tua casa ghiacciata vada in frantumi ..

come un lago specchiato sotto al cielo di primavera incombente,

mentre si scioglie nelle fenditure di  lama graffiato che lo scalfiggono a morte.

Là dove c’è’ il mio cuore,

là ritroverai il tuo.

La luce,

allora,

sarà grande.

Senza notte.

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l’uomo con le mani di rete –

27 ottobre 2012 -H 0.24
L’uomo dei miei sogni non ha mani,
ma retini per farfalle.
Lui cattura il vento col respiro
e poi,
con le braccia alzate,
mentre le farfalle danzano in esso,
le raccoglie nella sua cesta di filo forata…
..che ondeggia nell’aria.
Sorridendo le pone su d’un fiore ..
e poi…
le abbraccia,
piano,
con gli occhi,
attento a non spezzargli l’ali,
..per ore.
Tra nuvole di porporina sussurra loro parole gentili .
Poi,
infine,
le ridona alla luna.
Mentre l’alba s’affaccia tra le nubi dorate.
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